Trasporto marittimo: cosa è successo nel 2021 e cosa ci aspettiamo nel 2022

20 Dicembre 2021by Gragnani s.r.l.

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Trasporto marittimo: cosa è successo quest’anno e cosa ci aspettiamo nel 2022

 

Da mesi, in tutto il mondo, mancano o ritardano notevolmente beni e materie prime: per un problema di porti troppo piccoli, navi troppo grandi e una forte domanda di merci stimolata dalla ripresa economica post-covid.

Una vera e propria “tempesta perfetta” sta colpendo il trasporto marittimo.

 

L’80% delle merci in termini di valore e il 90% in volume viene mossa via mare; merci, materie prime e risorse energetiche arrivano dunque nei mercati di sbocco finale solo dopo essere state caricate in navi quali Porta Container, Ro-Ro, Petroliere e altro. Il trasporto su gomma e ferroviario, invece, opera per lo più nelle brevi tratte, solitamente a seguito di trasbordo dai porti, mentre il trasporto aereo movimenta prevalentemente merci ad alto valore aggiunto. (fonte dati: euromerci.it)

La crisi del Covid-19 ha causato inizialmente, a seguito dei lockdown in tutto il mondo, un drastico calo dei trasporti, seguito poi da una sorprendente ripresa della domanda che ha cambiato notevolmente la situazione. Stimoli fiscali e monetari attuati dai diversi Stati hanno incentivato la ripresa della domanda mondiale di merci e materie prime.

A tutto ciò si aggiunge la crescente domanda di prodotti elettronici e il boom dell’e-commerce: le persone – trascorrendo maggiormente tempo in casa – hanno acquistato di più online, favorendo la domanda di beni piuttosto che di servizi.

Questo ha portato allo svuotamento dei magazzini delle aziende manifatturiere, costringendole ad incrementare i propri ordini di materie prime e semi-lavorati, anche in vista dell’attesa ripresa economica, in modo da non rimanerne a corto nel momento in cui sarebbe arrivato il momento di riaumentare nuovamente la produzione.

Tutto ciò ha fatto crescere rapidamente la domanda di servizi di trasporto di merci, non appena le restrizioni di contenimento pandemico sono state allentate, senza che il sistema logistico fosse pronto ad assorbirla.

Le misure di cui sopra hanno condizionato anche gli scali portuali di tutto il mondo, in termini di allungamento degli iter burocratici. Ciò ha portato inevitabilmente al dilatarsi dei tempi, con un conseguente rallentamento delle operazioni di loading e unloading e, dunque, un ritardo nelle consegne finali.

Soltanto per fare un esempio, citando il Financial Times, mercoledì 11 agosto 2021, di fronte ai porti di tutto il mondo si trovavano 353 navi Porta Container ferme in rada in attesa di poter avere accesso ai moli. Questo numero rappresenta il 7% del totale di navi cargo al mondo, ciò significa che, a quella data, il sistema portuale riusciva a gestire solo il 93% della capacità di movimentazione merci mondiale.

Congestione del trasporto marittimo globale

 

Questi fattori non bastano però a spiegare l’attuale congestione del trasporto marittimo. I problemi principali che si sono verificati sono in gran parte dovuti all’inefficienza delle strutture portuali, alla loro insufficiente capacità di stoccaggio e all’inadeguatezza della maggior parte di esse a gestire le operazioni di carico e scarico di navi che stanno diventando sempre più grandi.

Negli ultimi anni gli armatori, con l’obiettivo di aumentare la quantità di container trasportabili in un singolo viaggio, hanno costruito navi cargo sempre più capienti, il problema è che non tutti i porti sono in grado di accogliere le nuove navi.

 

 

Una soluzione sarebbe sicuramente efficientare i porti, ma per far sì che un porto possa ospitare un numero sempre maggiore di navi sempre più grandi (c.d. gigantismo navale), occorrono ingenti investimenti e non bastano pochi mesi per la realizzazione delle opere. Si tratta quindi di una soluzione di medio-lungo periodo.

Nel breve periodo, invece, per cercare di recuperare i ritardi le navi possono decidere di saltare alcuni approdi sulla loro rotta (blank sailing), ma se lo fanno, le merci che dovevano essere scaricate in quei porti subiscono ritardi ancora maggiori.

Le possibilità sono solo due: consegnare le merci in un porto diverso da quello inizialmente previsto e spostarle su altre imbarcazioni per completare la tratta o aspettare di tornare nel porto saltato per completare la consegna, soluzione quest’ultima, difficilmente praticabile dato che le rotte cargo sono circolari (le navi di linea percorrono sempre lo stesso giro).

Nel 2022, secondo gli analisti, le condizioni di mercato straordinarie nel trasporto marittimo dovrebbero persistere. È abbastanza logico aspettarsi che gli effetti dovuti ai fattori maggiormente legati alla pandemia inizieranno ad essere riassorbiti, in relazione ai progressi che verranno fatti nella gestione della pandemia stessa e nella congestione dei porti. Meno probabile è la possibilità che nel 2022 vengano meno gli effetti più legati ai fattori strutturali.

La nostra organizzazione vigila costantemente la situazione per assicurare un servizio puntuale ed efficiente. Abbiamo garantito, in ogni momento, la massima affidabilità ai nostri clienti, pur operando in un contesto complesso e insolito.

 

 

Lo Sapevi che….

 

 

Nel 2021 sono ammontati a 468 milioni di euro gli investimenti infrastrutturali stanziati dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale per il Porto di Livorno. Investimenti con l’obiettivo di continuare ad accelerare il processo di ammodernamento del porto. L’intervento strutturale di maggior rilevanza è rappresentato dalla realizzazione della prima parte della Darsena Europa. (fonte: ansa.it)

La Darsena Europa è un’opera da 450 milioni di euro che punta a rendere il porto di Livorno ancora più appetibile alle navi portacontainer di dimensioni medie, vale a dire quelle con portata fino a 10.000 contenitori e con dimensioni compatibili con i traffici effettuati lungo le rotte dal Mediterraneo verso l’Atlantico. Secondo le fonti ufficiali, l’opera dovrebbe completarsi entro la fine del 2026.  (fonte: lanazione.it)

Nel 2022, ancora, ammontano a 100 milioni di euro le risorse nel bilancio di previsione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale destinate alla realizzazione delle opere infrastrutturali, degli interventi di dragaggio e delle attività di manutenzione straordinaria. La volontà di ammodernamento sembra proprio esserci. (fonte: ansa.it)

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