Energia, l’Italia punta sul gas del Qatar

21 Giugno 2022by Gragnani s.r.l.

Energia, l’Italia punta sul gas del Qatar: accordo storico sul gas liquido

 

Eni entra a far parte di un grande progetto che porterà in Italia maggiori forniture di GNL e la provincia di Livorno diventerà ancor di più un polo strategico per l’approvvigionamento energetico.

 

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Mentre viene data la conferma che le forniture di gas dalla Russia continuano ad arrivare dimezzate,

Eni ed il Ministero degli Esteri mettono a segno un risultato importante per il futuro energetico del Paese.

Si tratta dell’accordo di partnership che QatarEnergy ed Eni hanno firmato (accordo di durata trentennale), dopo mesi di lavoro sotto-traccia, per la formazione di una joint venture che coinvolge l’azienda italiana in quello che è il più grande progetto di sfruttamento di un giacimento di gas naturale liquefatto (GNL) al mondo.

Il nome del progetto è North Field East e rappresenta un investimento da 28,7 miliardi di dollari: con la previsione di entrata in funzione entro fine 2025, sfrutterà il gigantesco giacimento da 45 miliardi di metri cubi per anno che rende Doha una delle capitali più ricche di questa materia energetica di tutto il mondo.

Ad oggi, l’Italia importa 9,8 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto, che rappresentano il 13% del totale del gas importato dal nostro paese, e, attualmente, gli impianti italiani di rigassificazione sono tre, e si trovano a Panigaglia (SP), a Porto Levante (RO) e a Livorno.

Quello raggiunto con il Qatar è un accordo di alto profilo, probabilmente il più importante in politica economica ed estera degli ultimi mesi.

D’altronde il mantra del governo è diversificare le entrate di materia prima energetica, data la consapevolezza che la dipendenza dal mono-fornitore russo si può trasformare in qualsiasi momento in un cappio.

 

I tre rigassificatori già in funzione non basteranno ad accogliere le nuove forniture di GNL dei prossimi anni, motivo per il quale al governo italiano spetta adesso trovare nuovi poli di rigassificazione.

Un rigassificatore è un impianto industriale che permette di riportare il prodotto dallo stato liquido (GNL) utilizzato nel trasporto marittimo a quello gassoso utile per il trasporto terrestre ed il consumo finale.

Gli impianti di rigassificazione possono essere realizzati a terra, oppure in alto mare (su strutture offshore), o su particolari navi dette “unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione“.

 

terminale di rigassificazione OLT Offshore a Livorno
Il Terminale di rigassificazione di OLT Offshore LNG Toscana a largo del porto di Livorno

 

Il Governo italiano è corso ai ripari approvando un decreto con alcune misure per accelerare le procedure di autorizzazione di nuovi impianti per la produzione di energia.

L’obiettivo è di installare almeno due nuovi rigassificatori entro la fine del 2023 attraverso la nomina di commissari straordinari con poteri e responsabilità maggiori rispetto alle persone e alle istituzioni che intervengono in una normale procedura.

 

Un nuovo rigassificatore sarà posizionato proprio nella provincia di Livorno, a largo del porto di Piombino e il presidente della regione Toscana Eugenio Giani è stato nominato commissario straordinario dell’opera.

Il nuovo rigassificatore si aggiungerà a quello già presente davanti al porto di Livorno rendendo la provincia labronica ancora più strategica nell’ambito dell’approvvigionamento energetico.

 

mappa nuovi rigassificatori in italia

 

La SNAM (Società nazionale metanodotti) ha già acquistato il rigassificatore galleggiante, in sostanza una grande nave che occuperà un’intera banchina del porto di Piombino.

Si chiama Golar Tundra, è lunga 293 metri e larga 40: era stata costruita nel 2015 e la SNAM l’aveva acquistata per 330 milioni di euro dal gruppo Golar Lng Limited, che ha sede a Bermuda. Si tratta di una FSRU, Floating Storage and Regasification Unit, utilizzabile sia come metaniera, adibita cioè al trasporto di gas liquefatto, sia come impianto di rigassificazione da collocare in un porto per la trasformazione del combustibile da liquido a gas.

 

La Golar Tundra che sarà installata a Livorno può lavorare fino a 5 miliardi di metri cubi all’anno, una quantità che consentirebbe di ridurre la quota di gas acquistato dalla Russia.

Secondo Stefano Venier, amministratore delegato della SNAM, la nave da sola potrà contribuire al 6,5% del fabbisogno nazionale. Il governo vuole installare una nave simile anche nel porto di Ravenna, ma nel 2024, un anno dopo rispetto a Piombino.

 

Continua incessante l’azione dell’Italia volta a diversificare il più possibile i partner per l’approvvigionamento energetico con l’unico obiettivo di sganciarsi il più velocemente possibile dalla dipendenza dal Cremlino.

Nuovi accordi con nuovi partner internazionali diventeranno una normalità nei prossimi mesi.

 

A cura di Filippo Samminiatesi

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